Indagini per Finta Malattia per Aziende: come Rosati Investigazioni tutela imprese e datori di lavoro

L’assenteismo ingiustificato e la simulazione di malattia rappresentano una delle principali criticità per le aziende italiane. Ogni anno migliaia di imprese subiscono danni economici, rallentamenti produttivi, disorganizzazione interna e perdita di fiducia nei confronti dei dipendenti. In questo scenario, le indagini aziendali per finta malattia svolte da investigatori privati autorizzati assumono un ruolo determinante per verificare la reale condizione del lavoratore e tutelare il datore di lavoro da comportamenti illeciti.

Rosati Investigazioni, diretta da Giordano Rosati, opera nel settore investigativo da oltre trent’anni ed è oggi una delle realtà più specializzate nella verifica delle assenze per malattia, grazie a competenze tecniche consolidate, un approccio metodico e una profonda conoscenza delle normative che regolano i rapporti di lavoro e le indagini aziendali.


Cos’è la finta malattia e perché rappresenta un rischio per le aziende

La cosiddetta “finta malattia” si verifica quando un dipendente:

  • simula una patologia per non presentarsi al lavoro;
  • esibisce comportamenti incompatibili con lo stato di salute dichiarato;
  • utilizza il periodo di malattia per svolgere un secondo lavoro;
  • tiene attività che ritardano o impediscono la guarigione;
  • viola gli obblighi di correttezza, diligenza e fedeltà nei confronti del datore di lavoro.

Una condotta di questo tipo viene classificata come assenteismo illegittimo e può avere conseguenze molto gravi. La giurisprudenza, come ricordato nei materiali analizzati, riconosce il licenziamento per giusta causa quando il lavoratore:

  • svolge attività incompatibili con la malattia;
  • viola il dovere di preservare la propria salute;
  • compromette il rapporto fiduciario essenziale nel contratto di lavoro;
  • utilizza certificazioni mediche ottenute tramite simulazione della patologia.

Sentenze della Corte di Cassazione confermano che la simulazione di malattia costituisce una violazione grave, capace di interrompere immediatamente il rapporto di lavoro e giustificare il licenziamento anche in presenza di certificato medico apparentemente regolare .


Perché le visite fiscali non sono sufficienti

Molte aziende ritengono che la visita fiscale INPS sia lo strumento principale per verificare l’effettiva malattia del dipendente. Tuttavia, come evidenziato anche nelle analisi fornite dai competitor, questo controllo:

  • si limita a una semplice visita domiciliare;
  • non verifica le attività svolte fuori dalle fasce di reperibilità;
  • non documenta eventuali comportamenti contrari alle prescrizioni mediche;
  • può essere facilmente aggirato dal lavoratore.

Per questo motivo la sola visita fiscale non è considerata sufficiente, né dalle aziende né dai giudici. L’intervento dell’investigatore privato è invece l’unico strumento capace di raccogliere prove oggettive e documentabili delle reali attività del lavoratore.


Il ruolo dell’investigatore privato nelle indagini per finta malattia

L’investigatore privato è una figura fondamentale perché può monitorare il dipendente nel pieno rispetto della legge, osservandolo al di fuori delle fasce orarie di reperibilità e documentando ogni comportamento non coerente con lo stato di malattia dichiarato.

Secondo quanto emerso dalle fonti analizzate, l’attività investigativa prevede tre fasi principali:

1. Analisi preliminare del caso

Rosati Investigazioni incontra l’azienda, raccoglie i sospetti, analizza turni, ruoli, motivi dell’assenza e valutazioni interne. Vengono esaminati:

  • precedenti episodi di assenteismo;
  • modalità con cui il dipendente utilizza i permessi;
  • eventuali attività esterne sospette;
  • eventuali segnalazioni interne.

2. Osservazione e pedinamento del dipendente

L’indagine si svolge tramite:

  • osservazione dinamica;
  • pedinamenti discreti;
  • verifica dei movimenti e delle attività quotidiane;
  • raccolta di fotografie e video;
  • monitoraggio delle uscite dal domicilio;
  • documentazione di eventuali attività lavorative alternative.

Questa modalità consente di verificare se il dipendente:

  • svolge un secondo lavoro;
  • pratica attività fisiche incompatibili con la malattia;
  • si dedica a impegni che impediscono la guarigione;
  • si sottrae alle visite fiscali;
  • utilizza la malattia come pretesto per permessi non dovuti.

Le testimonianze raccolte dai competitor confermano che queste prove sono decisive nei procedimenti disciplinari e giudiziari .

3. Raccolta e formalizzazione delle prove

Al termine delle indagini, Rosati Investigazioni redige un rapporto investigativo dettagliato che contiene:

  • la descrizione delle attività osservate;
  • fotografie, video e documenti acquisiti;
  • un quadro chiaro e circostanziato delle violazioni;
  • elementi tecnici utili all’ufficio legale dell’azienda.

La relazione redatta dall’investigatore ha piena validità legale e può essere presentata:

  • in procedimenti disciplinari aziendali;
  • davanti al giudice del lavoro;
  • in sede civile;
  • in sede penale, qualora la condotta integri reati come truffa ai danni dell’azienda.

Competitor e giurisprudenza confermano che tali documenti sono considerati prove oggettive e utilizzabili liberamente in giudizio .


Cosa può emergere da un’indagine su finta malattia

Rosati Investigazioni ha maturato una lunga esperienza in casi di:

  • dipendenti che svolgono un secondo lavoro durante la malattia;
  • attività sportive o fisiche incompatibili con la patologia dichiarata;
  • dipendenti che escono senza motivo durante le fasce di reperibilità;
  • attività che ritardano la guarigione;
  • certificati di malattia ottenuti tramite simulazione;
  • violazioni del patto di non concorrenza;
  • falsificazione di presenze o timbrature.

La presenza di uno di questi elementi è più che sufficiente per avviare un procedimento disciplinare e, nei casi più gravi, procedere al licenziamento per giusta causa.


I vantaggi per l’azienda nell’affidarsi a Rosati Investigazioni

Un’indagine svolta professionalmente consente al datore di lavoro di:

  • tutelare la produttività e l’organizzazione aziendale;
  • ridurre i costi causati da assenze ingiustificate;
  • evitare frodi e comportamenti opportunistici;
  • agire legalmente con prove solide;
  • prevenire futuri abusi grazie all’effetto deterrente.

Grazie all’esperienza pluridecennale, Rosati Investigazioni garantisce:

  • interventi rapidi, riservati e mirati;
  • metodologie rispettose della privacy e delle norme vigenti;
  • investigatori autorizzati secondo TULPS;
  • prove utilizzabili sia in sede disciplinare sia in sede giudiziaria;
  • un’assistenza completa fino alla conclusione del procedimento.

La valenza delle prove raccolte e la loro forza in sede giudiziaria

Secondo la normativa e la giurisprudenza analizzata, le prove raccolte dall’investigatore privato hanno pieno valore in giudizio perché:

  • documentano comportamenti oggettivi;
  • rispettano la privacy e la proporzionalità;
  • non riguardano dati sensibili sanitari, ma solo condotte incompatibili con la malattia;
  • sono raccolte da professionisti autorizzati dallo Stato.

La Corte di Cassazione ha più volte confermato che il datore di lavoro può avvalersi delle indagini di un investigatore per accertare comportamenti fraudolenti, anche quando il certificato medico risulta formalmente valido .

Questo significa che:

  • una foto del dipendente mentre svolge attività fisiche incompatibili;
  • un video che documenta un secondo lavoro;
  • una testimonianza filmata di comportamenti contrari alle prescrizioni mediche

sono prove sufficienti per sostenere un licenziamento per giusta causa o per presentare denuncia.


Le indagini per finta malattia rappresentano oggi uno strumento indispensabile per le aziende che desiderano tutelarsi da abusi, frodi e comportamenti scorretti. La complessità delle situazioni, la diffusione dei certificati ottenuti con facilità e l’impatto economico dell’assenteismo illegittimo rendono fondamentale rivolgersi a professionisti esperti, autorizzati e dotati degli strumenti investigativi adeguati.

Rosati Investigazioni di Giordano Rosati, con la sua esperienza pluridecennale e un approccio rigoroso ma discreto, offre alle aziende la certezza di indagini legittime, efficaci e pienamente utilizzabili in sede legale. Un supporto essenziale per proteggere il valore dell’impresa e garantire un ambiente di lavoro fondato sulla fiducia, sulla trasparenza e sul rispetto delle regole.

FAQ – Indagini per Finta Malattia nelle Aziende

1. Quando è legittimo avviare un’indagine per finta malattia su un dipendente?

Un’indagine è legittima quando il datore di lavoro ha un sospetto fondato che il dipendente stia abusando della malattia: svolgendo attività incompatibili con lo stato dichiarato, avendo un secondo lavoro, violando la reperibilità o simulando sintomi. La legge consente l’intervento di un investigatore per accertare comportamenti illeciti, purché nel rispetto della privacy e senza controlli sanitari diretti .

2. Che cosa può fare un investigatore privato in caso di sospetta falsa malattia?

L’investigatore può osservare il dipendente, documentare i suoi spostamenti, verificare attività incompatibili con la malattia, raccogliere prove fotografiche e video e redigere un rapporto dettagliato utilizzabile nei procedimenti disciplinari e legali. Non può effettuare controlli sanitari, che restano di competenza medica .

3. Le prove raccolte durante le indagini sono valide in tribunale?

Sì. Foto, video e testimonianze raccolte da investigatori autorizzati sono ammesse nei procedimenti disciplinari e in sede giudiziaria, anche per sostenere un licenziamento per giusta causa. La Cassazione conferma che tali prove sono valide persino quando esiste un certificato medico rilasciato al lavoratore .

4. La visita fiscale è sufficiente per scoprire una finta malattia?

No. La visita fiscale verifica solo la presenza del lavoratore a domicilio nelle fasce di reperibilità. Non accerta eventuali attività incompatibili, non documenta comportamenti fuori orario e non rileva secondi lavori. Per questo l’investigatore privato rappresenta l’unico strumento efficace per un controllo completo .

5. Quali comportamenti indicano una possibile falsa malattia?

Segnali tipici includono: attività fisiche incompatibili con la patologia dichiarata, svolgimento di un secondo lavoro, viaggi non autorizzati, violazione delle fasce di reperibilità, condotte che ritardano la guarigione o contraddicono le prescrizioni mediche. Questi elementi possono costituire illecito disciplinare e giusta causa di licenziamento .

6. È possibile licenziare un dipendente sulla base di un’indagine per finta malattia?

Sì. Se le prove dimostrano che il dipendente ha simulato la malattia, violato i doveri di buona fede e correttezza o svolto attività incompatibili con lo stato dichiarato, il datore può procedere al licenziamento per giusta causa, anche in presenza di certificato medico. La giurisprudenza lo conferma in più sentenze .

7. Perché affidarsi a Rosati Investigazioni per verificare una falsa malattia?

Perché solo un investigatore autorizzato con esperienza pluridecennale può condurre indagini lecite, discrete e documentabili. Rosati Investigazioni produce report tecnici, foto e video utilizzabili in azienda e in tribunale, aiutando l’impresa a tutelarsi da frodi, ridurre i costi e preservare il rapporto fiduciario interno.